Rea e il Vulcano

Al tempo degli dei dell’Olimpo, viveva in un piccolo villaggio una fanciulla bellissima di nome Arianna. Di lei si innamorò Ares, il dio della guerra. Per non farsi riconoscere, si travestì da pastorello e iniziò a corteggiarla. Arianna all’inizio lo respingeva, ma a poco a poco si innamorò di lui. Dal loro amore nacque una bambina di nome Rea.

Con il passare degli anni, Rea diventò una bella fanciulla con lunghi capelli biondi e con gli occhi color del cielo. Aveva un temperamento forte e coraggioso. Le piaceva giocare alla guerra con i ragazzi del suo villaggio e scalare le montagne che circondavano il lago vicino. Durante una delle sue escursioni solitarie, su una collina incontrò uno strano vecchietto che trasportava a fatica un pesante sacco. Subito la ragazza si offrì di aiutarlo e cominciarono a camminare insieme. L’uomo, per ringraziarla del suo aiuto, le diede uno strano amuleto su cui erano incise delle frasi misteriose. Le disse che l’avrebbe aiutata nei momenti di difficoltà.

Il vecchietto era in realtà Ares, suo padre: aveva saputo che Ade, il dio degli Inferi, stava cercando sulla Terra tutti i figli che gli dei avevano avuto con i mortali per ucciderli. Una profezia gli aveva infatti rivelato che per mano di uno di loro sarebbe morto.

Rea tornò al villaggio, nascose l’amuleto in una tasca e non ci pensò più.

Ade però non ci mise molto a trovare la ragazza. La rapì e la portò nel suo regno, l’oltretomba, deciso a bruciarla viva nelle profondità della terra. Rea fortunatamente aveva con sè l’amuleto: lesse ad alta voce le frasi misteriose e, di colpo, la terra sopra di lei si aprì.

La lava e il magma che dovevano ucciderla cominciarono a salire fin sulla superficie terrestre, mentre un forte terremoto faceva sprofondare Ade verso il centro della terra, uccidendolo.

Erano nati così i vulcani.

Aurora e Klara