Le emozioni di una immigrata

Il tema dell’immigrazione è di grande attualità e anche noi in classe lo abbiamo trattato aderendo ad un progetto che ci ha coinvolto direttamente attraverso la visione di uno spettacolo teatrale,gli interventi di persone aderenti ad Associazioni ed interviste ad alcuni immigrati fra cui la signora Maria, ucraina che vive in Italia da sedici anni.

Per prima cosa le abbiamo chiesto i dati anagrafici: ”Come ti chiami? Quanti anni hai? Da dove vieni?” E fin lì tutto a posto, ma quando io le rivolsi la domanda: ”Che lavoro avevi nel tuo paese di origine?” lei cominciò a commuoversi nel ricordare tutto e tra una lacrima e l’altra ci disse che in Ucraina faceva la maestra ed era affezionata ad ogni singolo bambino che era nella sua classe, poi ha detto che lei era una cantante e aveva due bambini di pochi mesi. Quando la crisi si fece sentire, lei dovette lasciare tutto: la sua famiglia, la scuola e soprattutto i suoi paesaggi, ma si fece coraggio. Lei disse che viaggiò in pulmino!(chissà che viaggio faticoso in pulmino!) Veniva pagata in lire, che al cambio in euro di oggi corrispondono a solo centocinquanta euro al mese.in Italia però sperava di avere una vita migliore e salvare così la sua famiglia, trovò invece solo dei lavori con pessime condizioni e una paga pietosa!

Lei lavorava come “serva” per una famiglia, ma poi riuscì a fuggire e le cose andarono meglio.

Adesso ha trovato lavoro come badante per anziani con malattie come l’ Alzheimer.

Se devo dire la verità io stimo questa signora per il suo coraggio, la sua lealtà e il modo con cui ha affrontato la sua difficile vita.

Il progetto mi è piaciuto molto,mi ha aiutato a riflettere sulle fortune che abbiamo e sul fatto che spesso ci lamentiamo…….senza motivo . Inoltre mi sono proprio divertito a realizzarlo insieme ai miei compagni.

Matteo