L’iscrizione è alle porte

Quando è entrata in classe la professoressa della scuola secondaria, c’è stato un silenzio di tomba.
Noi ragazzi volevamo sentire quello che si dicevano le rispettive insegnanti. Parlavano di laboratori…ma quali laboratori? Quando? E perché?
Si stavano mettendo d’accordo per organizzare attività che si sarebbero svolte nella scuola secondaria Plana.
Pelin e Lara si guardavano negli occhi e pensavano a cosa sarebbe successo… Andrea che aveva il fratello che frequentava la scuola Plana intervenne dicendo: “ Io la conosco già quella prof…era l’insegnante di mio fratello. Nella scuola Plana gli insegnanti sono tutti molto bravi…non dovete preoccuparvi”. Ma mentre lo diceva, i suoi occhi erano sbarrati dalla paura…certo non ci aveva rassicurati.
Ormai era tutto organizzato e il giorno 25 novembre incontriamo la prof. di spagnolo. Tutti in fila per varcare il portone che conduce alla scuola Plana

IMG_20151215_095059 (1)
Laboratorio di Spagnolo…poi di francese…e ancora di tecnologia e scientifico: tutti molto interessanti. Christian dice:” Io voglio scegliere lo spagnolo”. Chiara risponde:” Io invece scelgo il francese perché sono stata a Parigi…bonjour mes amìs!”
Poi arriva il momento di partecipare al laboratorio musicale: batteria e percussioni, flauto, pianoforte, sax, clarinetto e chitarra. Che gioia sentire i ragazzi che si esibivano con i loro strumenti.

IMG_20160119_091637
E il laboratorio di scienze? Che odore di cipolla!!! si ricorda Lorenzo. Certo, perché abbiamo osservato al microscopio le cellule vegetali. E adesso? Adesso tocca a noi…l’iscrizione è alle porte!
“Forza e coraggio” dice la maestra.

Classe V B scuola Dante

La Polizia Locale in festa

Mercoledì 19 gennaio in occasione della festa di San Sebastiano, patrono del corpo della Polizia Locale, presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie dei frati francescani, è stata celebrata la Santa Messa da Sua Eccellenza Mons. Vittorio Viola, vescovo della diocesi di Tortona, alla presenza delle autorità locali e con la partecipazione di una rappresentanza degli alunni delle scuole medie della città (I.C. di via Dante e I.C. di via Marsala). Continua a leggere La Polizia Locale in festa

Il y a encore besoin de Charlie

Il y a un an, jour pour jour, a eu lieu un attentat qui a changé notre façon de penser; il nous semble que c’était hier! Le 7 janvier 2015 en fait deux hommes armés ont attaqué la rédaction d’un journal satyrique célèbre dans le monde entier pour ses vignettes blasphématoires: Charlie Hebdo. Douze les morts, onze les blessés. Parmi les victimes de cet acte de terrorisme Stéphane Charbonnier (surnommé Charb), le directeur, et cinq autres dessinateurs qui travaillaient à la rédaction de Charlie Hebdo. Les auteurs de l’attentat sont deux terroristes de Daesh qui ont eté déclaré musulmans: ils se considéraient offensés par les vignettes du périodique sur Mahomet. En verité nous savons que l’islam n’est pas cela: aucune réligion ordonne de tuer des personnes qui veulent uniquement faire rire et faire refléchir sur le comportement ridicule de certains religieux! Deux jours après les événements les deux frères Kouachi, les responsables de l’attentat, ont eté arrêtés et tués près de Paris par les agents de Police.

Toute l’Europe a exprimé immédiatement son soutien aux droits fondamentaux dans une démocratie: la liberté de penser et de s’exprimer. Ce sont des droits qu’on essaie de défendre toutes les fois qu’on écrit.

C’est triste: nous nous rendons compte de cela seulment quand des terroristes viennent tout près de chez nous. Nous n’avons jamais parlé de la situation en Syrie, en Iraq, à Gaza, à Kobane, en l’Afrique du Nord avant que Daesh nous aient attaqués. Mais mantenaint, nous n’avons plus d’excuses. Ces attaques (on l’espère!) ne seront pas seulment des slogans politiques que les partis d’extrême droite utiliseront pour nous effrayer et pour bloquer injustement l’immigration. D’après nous, au contraire, ces attaques seront l’occasion pour prendre conscience et crier nos idéaux de paix: LIBERTÉ, ÉGALITÉ, FRATERNITÉ.

Simone F.

La tradizione del Presepe

 

Il Presepe vivente a Zavattarello è ormai una tradizione. L’ idea è stata lanciata da Don Giampaolo, il parroco del paese di alcuni anni fa. La rappresentazione è allestita nel borgo antico del paese, detto dagli abitanti “Su di Dentro”, perché arroccato sulla collina su cui sorge il castello.

FOTO2

Nel borgo le case private vengono messe a disposizione dai proprietari e utilizzate come scenari.

Ogni locale viene arredato con oggetti d’ epoca e mobili antichi per creare scene familiari e riprodurre vecchi mestieri. Lungo la strada si possono incontrare i taglialegna, i maniscalchi, i centurioni con i prigionieri, le donne che vanno al mercato,i mendicanti e i pastori con le greggi.

Al limitare del bosco si trova la capanna con la sacra famiglia, l’ asinello e l’ angelo che veglia dall’ alto. La rappresentazione è preparata dalla Pro-Loco, aiutata da gran parte dei paesani e si svolge tradizionalmente la notte del 24 dicembre e il pomeriggio del 26.

E’ ormai da cinque anni che anch’io faccio parte del gruppo dei figuranti e ogni anno è per me un’emozione nuova.Quest’anno il mio ruolo era quello di una povera venditrice:offrivo focacce e biscotti ai passanti e aiutavo di volta in volta in qualche mestiere.Fino a tre anni fa ho recitato nei panni di una scolara romana insieme a tanti ragazzini della mia età.Ma al di là del ruolo partecipare al Presepe vivente è sempre emozionante e magico.

FOTO1

Quest’ anno c’è stata anche la partecipazione della Rai Regionale che ha fatto delle riprese e ha trasmesso il servizio nel TG regione.

Caterina

 

Il terrorismo spiegato al mio fratellino

Sera del 6 Gennaio in famiglia.
Il Telegiornale trasmette la notizia : “Il presidente francese Hollande ha dato il via alle commemorazioni per l’anniversario della strage nella redazione del settimanale satirico, avvenuta il 7 gennaio 2015″.
Edoardo : – Federica, cosa vuol dire commemorazione?-
Federica : – Commemorazione significa ricordare insieme, in genere con una cerimonia, in modo da rendere onore alla memoria di qualcuno o di un particolare avvenimento-
Edoardo: – E che cosa si commemora domani, in Francia?-
Federica : – Domani, in Francia, ma anche nel mondo intero si ricorda una terribile strage, avvenuta l’anno scorso a Parigi . Il 7 gennaio 2015 verso le 11,35 due uomini incappucciati e armati che si dichiararono affiliati di Al-Qaeda entrarono nella redazione di Charlie Hebdo , uccisero 12 persone e ne ferirono 11.
Si è trattato di uno degli attentati terroristici avvenuti in Francia col maggior numero di vittime .
Edoardo: – Aspetta, aspetta, che cosa è quel coso lì ? –
Federica : – Charlie Hebdo è un settimanale francese che si batte per la difesa delle libertà individuali, civili e collettive, in primo luogo il diritto alla libertà d’espressione. E’ un giornale che fa della satira, cioè deride in modo molto irriverente cose, persone, perfino le religioni. Pubblica articoli e vignette dissacranti nei riguardi della politica e ha pubblicato una serie di caricature di Maometto. –
Edoardo: – E perché quegli uomini hanno ucciso dei giornalisti ? –
Federica : – Si è trattato di un attentato terroristico contro la libertà di espressione. Questi esaltati non erano d’accordo su quello che quei giornalisti scrivevano, perché , secondo loro, avevano offeso il loro Dio. Volevano punirli per aver espresso idee diverse dalle loro. Hai capito? –
Edoardo: – Ho capito le tue parole, ma non capisco queste violenze. Cosa possiamo fare noi?-
Federica : – Non dimenticarci mai dell’importanza delle libertà che abbiamo conquistato. Non lasciar sole le persone o gli Stati che vengono attaccate in modo violento solo per aver espresso le loro opinioni. Neanche se non fossimo d’accordo con quello che hanno detto. –
Edoardo: – Per questo durante il concerto di Natale tu e gli altri musicisti e i cori avevate i colori bianco, rosso e blu?-
Federica : – Bravo! Ci sembrava un modo per unirci alla Francia, alla sua sofferenza, per dire che siamo tutti dalla parte della libertà e che odiamo la violenza. –
Edoardo: – Sono fiero di avere una sorella giornalista.-
Federica : – Piano, piano, scrivo solo alcuni articoli per Semel, il giornalino della scuola . –
Edoardo : – Ma fra qualche anno, chissà… –

Federica

Gli alunni ” brillanti” fanno notizia                                               

 

Per una volta a far notizia sono i numerosi alunni brillanti e studiosi! Sabato 19 Dicembre 2015,  si è svolta all’interno della scuola  la cerimonia di premiazione delle”eccellenze” voluta dal Dirigente Scolastico Marzio Rivera e dal Consiglio di Istituto. Continua a leggere Gli alunni ” brillanti” fanno notizia                                               

La leggenda di Alce Rosso

 

È una leggenda dei nativi d’America.

Narra di un piccolo pellerossa chiamato Occhi Splendenti perché aveva occhi grandi e bellissimi.

E naturalmente di un alce, un enorme alce: sotto il sole il suo pelo splendeva di rosso, così  gli indiani lo chiamarono Alce Rosso.

Il  “rito della maturità” delle tribù indiane prevedeva che i giovani andassero nel bosco armati di un arco e quattro frecce.

Anche Occhi Splendenti partì con le sue quattro frecce, quando giunse il momento.

Il giovane indiano dai grandi occhi  voleva uccidere Alce Rosso per conquistare la fama e il rispetto  della sua tribù.

Dopo molto vagare un giorno vide Alce Rosso che brucava l’erba, allora iniziò a prendere la mira con l’arco ma, proprio nel momento in cui Occhi Spendenti scoccò la freccia, Alce Rosso scappò.

Gli rimanevano tre frecce e la sicurezza che sarebbe riuscito nell’intento.

Qualche giorno dopo trovò l’alce sulla riva di un fiume ma, anche questa volta, proprio nell’attimo in cui scoccò la freccia, Alce Rosso scappò.

A Occhi Splendenti rimanevano solo due frecce, ma ancora tanta speranza.

Dopo un paio di giorni trovò di nuovo Alce Rosso e per un’altra volta lo mancò.

Gli rimaneva ora solo una freccia e cominciava a perdere le speranze.

Mentre Occhi Spendenti stava tornando verso la sua tribù incontrò di nuovo Alce Rosso.

Incoccò l’ultima freccia.

In quel momento i due rivali  si guardarono negli occhi, si capirono e Occhi Splendenti decise di mettere la freccia nella faretra e prendere la via del ritorno verso la sua tribù.

Quando tornò la tribù festeggiò il suo ritorno e da quel momento tutti lo chiamarono Alce Rosso.

Questo racconto insegna la lealtà e il rispetto anche verso gli avversari.

indiano-25

Riccardo, Filippo, Eddie , Michele