Lettera ad una professoressa

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Carissima professoressa

si dice che il destino sia scritto nel nome di ognuno di noi e nel caso della prof.Flavia Cantarella, insegnante storica di musica, è stato proprio così. Che altro poteva fare chi di cognome faceva Cantarella, se non l’insegnante di musica?
La prof Cantarella in questi due anni mi ha guidato nel mondo delle note, del canto e del flauto con sincera passione. Sempre sorridente, positiva, propositiva mi ha spronato a migliorare e a credere in me.
Quest’anno, purtroppo per noi, andrà in pensione e so già che mi mancherà.
La settimana scorsa mi ha detto :”Quanto sei migliorata! Ti ricordi in prima media? Non riuscivi ad azzeccare una nota con il flauto e ora suoni proprio bene. Brava! Ti sei impegnata e non ti sei mai arresa!”
Eccome se mi ricordo! E ha ragione: mi sono sempre allenata e mai rassegnata, anche quando mia mamma, a gennaio, spediva me e il flauto in giardino “Così suoni quanto vuoi e non svegli la tua sorellina!”DO SI LA LA SI SOL SOL…
E io andavo avanti finché non mi si gelavano le dita. E ce l’ho fatta, anzi, ce l’abbiamo fatta prof.
Ricorderò per sempre l’esibizione nella chiesa di Pombio in cui il Coro Gaudium ha cantato alla serata dedicata alla Grande Guerra.
Che emozione quando è arrivato il nostro momento!
Lei professoressa, ci ha detto una sola meravigliosa parola prima d’iniziare: CORAGGIO
é questo che dovrebbero fare i professori: infondere coraggio, motivare e trasmettere passioni.
Quanto mi piace il suo modo di farci cantare: ”Forza! Voce!… Più voce!!!”
E quanto mi faceva sorridere quando tirava accidenti al registro elettronico.
Vorrei ringraziarla con tutto il cuore per avere fatto sentire usignolo, un passero solitario come me.
Non firmerò questo articolo perché non è importante chi l’ha scritto, ma per chi…
E questo è per lei Professoressa Flavia Cantarella.

Un’alunna

 

LETTERA A BABBO NATALE

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Caro Babbo Natale,

poiché siamo dei bambini buoni,

ti promettiamo:

di essere cortesi nei modi,

regaleremo o gentilezza a chi ci sta accanto,

perdoneremo chi non si è comportato bene con noi,

sentiremo la gioia nel cuore quando aiuteremo chi ha bisogno,

proveremo felicità più nel dare che nel ricevere.

Per questo cercheremo di avere le mani vuote e il cuore pieno,

compiremo BUONE AZIONI e non lo diremo a nessuno perché il Natale è questo in fondo:

VOLERSI BENE, DARSI LA MANO, SENTIRSI UNITI, ANDARE LONTANO.

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Gli alunni di 2 B  Dante