Settimana bianca con la scuola

Noi ragazzi della V A “Dino Provenzal” abbiamo partecipato, per la prima volta assieme alla nostra Maestra Fulvia e agli alunni della Scuola Media, alla settimana a Foppolo organizzata dall’Istituto IC Via Dante. E’ stata una esperienza educativa, formativa, divertente ed avvincente: giornate dense e ricche di attività dedicate allo sci con bravi e pazienti maestri. Non solo… abbiamo potuto anche sperimentare impegnative discese con il bob, pattinaggio sul ghiaccio, ed imparare con lezioni pratiche come ci si deve comportare in caso di infortuni sulla neve.IMG-20190126-WA0003

Emozionanti sono state le iniziative di fine giornata con fiaccolata sulle piste, passeggiate sulla neve, e la tanto attesa serata in discoteca che ci ha visti “esperti ballerini”.IMG-20190118-WA0025

Da questa settimana emerge altresì la qualità educativa del progetto che ha messo in evidenza come noi ragazzi fuori dal “nido” familiare ci siano dimostrati autonomi, responsabili, educati, e rispettosi delle regole aiutandoci e condividendo con gioia tutti i momenti della giornata. IMG-20190126-WA0004

Tra sorrisi ed abbracci tutti infine ci siamo dati appuntamento per Foppolo 2020!

La Classe VA Provenzal.

 

Un tuffo nel passato

Oggi la mestra Daniela ci ha portato il macinacaffè e la macchina fotografica dei suoi nonni, che abitavano a Voghera; risalgono alla prima metà del 1900.

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Li abbiamo osservati e descritti senza tralasciare nulla, come veri storici. Il macinacaffè è stato realizzato in legno e ferro. All’estremità c’è una leva che girando macina i chicci di caffè. La polvere viene raccolta nel cassettino sottostante.

La macchina fotografica è composta da una parte in stoffa (soffietto) e un’altra di ferro e pelle.

Questi oggetti oggi non si usano più, sono stati sostituiti da utensili più moderni.

Aurora: “La mia mamma compra il caffè già macinato!”

Caterina: “Il papà non ha tempo…va al bar a berlo!”

Maria Sole: “Noi abbiamo la macchinetta con le cialde!!!”

Giacomo: “Per fotografare usiamo il telefono…”

Leonardo: “Mio padre con il cellulare scatta foto che si possono subito vedere…altrimenti vengono eliminate!”

Riccardo: “Ho capito che adesso sprechiamo molta energia e inquiniamo”

Mattia: “È bello oggi fare le foto velocemente…”

Noi bambini abbiamo capito che sarebbe bello trovare un modo per usare utensili moderni rispettando la natura.

Classe 3^ C Primaria Dante

NOVELLO ROBIN HOOD

Mauro Nespoli è tornato a farci visita lunedì mattina per un’intervista esclusiva.

Mauro è nato a Voghera il 22 Novembre 1987 e si è appassionato al tiro con l’arco a 10 anni. Si è sempre sentito un difensore dei deboli e da bambino, approfittava della sua imponente corporatura per proteggere i più piccoli dai dispetti dei bulletti. Ammirava l’arciere Robin Hood e non gli sembrò vero di poter abbracciare un arco come il suo eroe. Continua a leggere NOVELLO ROBIN HOOD

La “Strage” dei teatri

Usando la forte parola strage non credo per nulla di esagerare: la situazione italiana e vogherese in fatto di cultura non è certamente delle migliori. Basti pensare, nel nostro piccolo, alla grave perdita di vita sociale e culturale a Voghera.

teatro sociale

Il Teatro Sociale, inaugurato nel 1845,era definito con orgoglio “la Scala di Voghera” per il suo sfarzo;nel 1947 però è stato declassato a sala cinematografica ed è stato lasciato quasi in abbandono. Ha chiuso per problemi strutturali nel 1986 con grande tristezza della città ed i lavori di ristrutturazione sono ancora in corso.

La chiusura invece del teatro “Alle grazie”risale all’Ottobre di quest’anno. Per entrambi i teatri i cittadini si sono inizialmente mobilitati ma dopo poco tutti gli appelli sono stati dimenticati. Se un nostro concittadino oggi volesse assistere ad una rappresentazione teatrale, dovrebbe approfittare di una delle saltuarie aperture del teatro San Rocco o della breve stagione teatrale del cinema Arlecchino.teatro arlecchino

C’è anche un piccolo teatro attiguo alla chiesa dei padri barnabiti ma non ha sicuramente la stessa influenza ed importanza,anche se ultimamente è l’unico a ospitare compagnie teatrali  amatoriali.Tutti comunque non svolgono solo la funzione di teatro perché, a quanto pare, in questo Paese “con la cultura non si mangia”. Noi alunni che frequentiamo l’indirizzo musicale notiamo che in città sono pochi gli spazi con una buona acustica utilizzabili per esibizioni; i teatri, come dicevo, sono chiusi (alcuni strutturalmente ma gli altri mentalmente, nel modo di fare); c’è solo  una piccola scuola civica di musica abbastanza sconosciuta e lo “stanzone” della Società Operaia di Mutuo Soccorso, che non fa molti spettacoli ed essi sono riservati ai pochi soci. Gli unici luoghi dunque dove poter suonare in qualche modo rimangono le chiese, dove infatti si tengono la maggior parte delle esibizioni di qualsiasi tipo che prevedano più di quattro o cinque elementi! Noi troviamo, infatti, che sia importante per i giovani (e spesso per i non più giovani) avere degli spazi in cui poter esprimere la propria arte e le proprie passioni e sperimentare le proprie abilità, come poteva essere ad esempio la scuola di recitazione di Buzzi e Malacalza. Per lo stesso motivo pensiamo che sia fondamentale avere dei teatri in attività.Il teatro, in particolare quello popolare che era diffuso nel nostro territorio, è sempre stato un modo (e lo è ancora) di imparare, di esprimersi per la gente. Per questo i regimi dittatoriali partono sempre con l’eliminare (od ancora peggio limitare) la cultura,perché è ciò che rende le persone in grado di capire, quindi di fare rivoluzioni (dentro se stessi, la più importante, e fuori). Siamo certi che questo tipo di attività sia fondamentale alla vita dignitosa di un popolo e certamente non siamo d’accordo e non staremo a guardare la grande perdita di cultura che si sta verificando nel nostro Paese e non solo. Naturalmente dal mio piccolo articolo, non spero di ottenere risultati, né che  qualcuno in alto ascolti il mio appello,spero solo che si possa arginare quella che io ,con parole forti,ho definito “strage” di cultura ,che il teatro Sociale presto riapra i battenti e che si capisca che non è vero che con la “cultura”  non si mangia ma che, anzi, abbiamo davvero un enorme banchetto davanti e sta solo a noi saperne approfittare.

Simone F.