“Bussavano alla nostra porta”

Il 28 gennaio 2016, in occasione della Giornata della Memoria, che riporta alle nostre coscienze il dramma della Shoah, abbiamo assistito alla proiezione del documentario “Bussavano alla nostra porta” su iniziativa del Comitato Soci di Zona della Coop; scopo della proiezione è mantenere viva la memoria della tragedia che ha segnato l’Europa negli anni della dittatura nazi-fascista e della II Guerra Mondiale.

Auschwitz Main Gate

Il 27 gennaio 1945 con l’ingresso delle truppe sovietiche nell’inferno di Auschwitz-Birkenau, l’orrore del lager passò dinanzi agli occhi del mondo intero, rivelando a quale livello di barbarie possa giungere l’uomo quando sacrifica i principi della libertà, fratellanza, uguaglianza e rispetto umano al mito della razza pura. Sei milioni di ebrei, i due terzi dell’intera popolazione ebraica europea, furono sterminati nelle fabbriche della morte disseminate nell’Europa Centrale. Il termine “Olocausto”, che nella religione ebraica significa “sacrificio”, è stato adottato dagli storici per indicare questo massacro sistematico, ma in realtà non si è trattato di un sacrificio, bensì di uno sterminio di massa, un genocidio meticolosamente programmato.

Tra le immagini proposte quelle che più ci hanno impressionato sono stati i disegni realizzati dai bambini di Theresienstadt – l’odierna Terezin – la città che Hitler “donò” agli ebrei, proposta dalla propaganda nazista come modello di umanità nei confronti degli internati. Dopo le riprese i bambini e i ragazzi passarono tutti per i forni crematori di Auschwitz e “dispersi nel vento.” Impressionanti le immagini delle false docce e dei forni crematori che riducevano in cenere i corpi degli ebrei per eliminare le tracce della follia nazista.

In chiusura del documentario i versi di Primo Levi tratti dal libro-memoria “Se questo è un uomo” risuonano come imperativo a non dimenticare, affinché tragedie come la Shoah non abbiano più a ripetersi nella storia dell’uomo.

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

I ragazzi della 3^ H

La Polizia Locale in festa

Mercoledì 19 gennaio in occasione della festa di San Sebastiano, patrono del corpo della Polizia Locale, presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie dei frati francescani, è stata celebrata la Santa Messa da Sua Eccellenza Mons. Vittorio Viola, vescovo della diocesi di Tortona, alla presenza delle autorità locali e con la partecipazione di una rappresentanza degli alunni delle scuole medie della città (I.C. di via Dante e I.C. di via Marsala). Continua a leggere La Polizia Locale in festa

La casa del diavolo

Erano le tre precise di notte. Stavamo viaggiando in macchina verso Roma. Io ero ancora sveglia insieme ai miei genitori. Mia sorella minore invece stava dormendo. Era crollata più o meno verso l’una. Iniziò a piovere all’improvviso, con tuoni, lampi e fulmini! Di colpo si sentì un forte boato! Era un tuono fortissimo… Mia sorella si svegliò urlando, io invece mi tappai le orecchie. Mio padre colto di sorpresa sterzò di colpo e facemmo un incidente. Continua a leggere La casa del diavolo

Un ritratto misterioso

VENEZIA IN ROSSO

Isabel si guardò intorno. Finalmente era arrivata a Venezia, animata dalla presenza di tanta gente venuta per il famoso Carnevale. Raggiunto l’hotel Magic le viene assegnata la camera 31.

Isabel entra e il primo particolare che la colpisce è il grande ritratto di una antica nobildonna bellissima, la contessa Isabella. Sente che qualcosa sta cambiando in lei, il respiro le si fa più affannoso e piccole gocce di sudore le coprono la fronte, mentre un senso di forte ansia e dolore invade il suo animo. “Ma cosa mi sta succedendo?” si chiede Isabel e cerca di uscire da quello stato d’animo pensando a cosa indossare per partecipare anche lei al Carnevale.

Uscita dall’hotel si reca in Calle dei Turchi, entra in un negozio di maschere e viene subito attratta da un abito nero, ricco e ricamato che, una volta provato, sembra creato apposta per lei. Tornata al Magic si accorge stupita di aver scelto un vestito che sembra la copia esatta di quello del quadro. Stanca per la giornata trascorsa in giro per Venezia, Isabel si addormenta. Intanto dal quadro esce una leggera nebbia che invade tutta la stanza e avvolge la ragazza. Spinta da una forza misteriosa la giovane si alza, indossa l’abito nero e la maschera e si perde in mezzo alla folla che festeggia il Carnevale.

Il giorno dopo in una camera dell’hotel si sente l’urlo terribile di una donna. A quel grido arrivano il personale e gli ospiti dell’albergo tra cui anche Isabel. Un spettacolo orribile si presenta ai loro occhi. Il marito della donna che ha urlato giace in un lago di sangue e tutti si accorgono con orrore che gli è stato asportato il cuore. La polizia non trova l’arma del delitto e nessun altro indizio.

Due giorni dopo nello stesso hotel viene rinvenuto un altro cadavere senza cuore. Questa volta vicino al corpo viene rinvenuto un pezzo di merletto nero. La polizia interroga il personale e perquisisce tutte le camere, trovando infine l’abito di Isabel da cui mancava proprio quel frammento di pizzo. Isabel non sa rendersi conto dell’accaduto e si proclama innocente, ma non viene creduta e condotta in carcere.

A distanza di una settimana nella camera 31 entra una nuova ospite, Annabel che rimane impressionata dal ritratto della Contessa. Il giorno dopo nella cucina del Magic viene trovato un cuoco privo del cuore. Alcune gocce di sangue portano fino alla camera 31. Ispezionando la stanza vengono rinvenuti, in una cavità dietro il quadro della bellissima Contessa, i cuori degli assassinati e uno scalpello sporco di sangue. Nell’armadio viene trovato l’abito nero con il merletto strappato e macchiato di sangue.

Anche l’abito nero che la Contessa indossa nel quadro mostra un pezzetto di merletto strappato e alcune gocce di sangue. L’abito nero viene sequestrato come prova e portato in commissariato ma misteriosamente scompare. Sia Isabel che Annabel, sottoposte alla prova della macchina della verità, si dimostrano innocenti. Ma come può essere successo quell’orrore?

Il commissario vedendo il quadro rimane impressionato dell’espressione della bellissima Contessa e incuriosito cerca informazioni sul suo passato.
Scopre così che nel Cinquecento l’edificio, che ora è sede dell’Hotel Magic, era un antico palazzo nobiliare appartenente al famigerato conte Matei; costui aveva ucciso la moglie, contessa Isabella, proprio nel locale che ora ospita la camera 31 del Magic. Si narra che la contessa prima di spirare avesse giurato di vendicarsi sopprimendo almeno tre uomini.

Così avvenne e il cerchio di sangue si chiuse (forse)…

Ana Maria G.

Il bosco

Il bosco è uno dei luoghi più suggestivi al mondo; qui vivono diversi tipi di alberi, ma anche fiori, funghi, animali e uccelli. L’aria che si respira è totalmente diversa da quella della città; è una sensazione unica trovarsi soli in mezzo a un bosco, perché si provano emozioni difficili da esprimere: felicità, perché si è circondati dalla natura e dagli animali, tranquillità, perché si sentono il brusio delle foglie, il canto degli uccelli e il gorgoglio dei ruscelli e tutto ha un effetto rilassante.

Il bosco trasmette molte emozioni, nelle varie stagioni; in primavera domina il verde della natura che riprende a vivere, in estate la sensazione di frescura, in autunno diventa una tavolozza di colori, mentre in inverno è avvolto dalla neve.

La bellezza del bosco non è racchiusa soltanto nei colori, ma anche nella vita degli animali che lo popolano. Nei boschi si possono organizzare anche giochi per grandi e piccini come la caccia al tesoro, il nascondino e altri a contatto con la natura. Il bosco è un luogo magico, pieno di sorprese per le persone e gli animali.

Capire l’importanza dell’ambiente che ci circonda significa costruire un futuro “ecologico”, a misura di uomo per noi e per chi verrà dopo di noi.

 

Sindi B.

Caro albero

Caro albero, con l’autunno
colori le tue fronde
di toni vivaci e gioiosi
rosso, arancio, giallo…
Sono i colori con cui
fai risplendere i cuori!
Poesia, sentimenti e fantasia
diffondi nell’aria con tanta armonia.
Le tue foglie poi
toccano lentamente il suolo
e tutto sembra morire.
I colori che circondavano l’ambiente
scompaiono e la famiglia di uccelli
che abitava sui tuoi rami
cerca un posto più caldo e sicuro.
Tutto si rattrista,
ma solo per poco,
il bianco candido della neve
ricoprirà tutto e i bambini
torneranno a giocare attorno a te.

Elisa B.

Il gatto Marshmallow

C’era una volta un piccolo micetto color panna montata di nome Camillo, che viveva nella Città dei Dolci. Un giorno, mentre andava a caccia di topi di liquirizia e di uccellini di frutta caramellata, si imbatté in un’immensa foresta di canditi. Al centro della foresta, proprio accanto ad un albero di gelatina, viveva un perfido mago, che in un baleno saltò fuori e trasformò il piccolo Camillo in un marshmallow… uno dei dolci che più odiava e lo materializzò in una città lontanissima: la Città di Cioccolato, nota per i mostri mangiatori di marshmallow e per gli spietati accalappia-marshmallow.
Girovagava da giorni quando incontrò una veggente di nocciole che gli diede un libro per sconfiggere il mago. Il libro era pesante e sopra c’era disegnato un inquietante pasticcino, ma, nonostante tutto, Camillo si mise in cammino. Giunto davanti alla Foresta di Canditi, pronunciò le parole di un incantesimo per chiamare il mago, impegnato a potare le sue siepi di torroncino:
“In un marshmallow tu mi hai trasformato,
Vieni a me,
Fatti vedere,
Di nuovo in gatto mi devi mutare!”
Quando fu davanti a lui Camillo pronunciò il primo incantesimo del libro:
“Cioccolato – torroncino
Tiramisù – pasticcino.
Ti condanno per l’eternità ad una pena senza età!
Ora sparisci, vattene via,
Che tu possa marcire in una cella
Lontano da casa mia!”
Il mago scomparve per sempre… Solo io so dove si trova e voglio svelare il mio segreto: nel penitenziario Pralina Solitaria ai confini del Mondo Dolciume.
L’incantesimo lanciato svanì, il libro tornò alla veggente e… Camillo poté tornare alla sua vecchia vita. Scrisse anche una sua biografia ed ebbe due bellissimi pasticcini (uno al lampone e uno ai mirtilli, dalla moglie Rosa di zucchero vanigliato. La più “dolce” famiglia della città.

Maria M.